Code Etico dell'associazione



Principi generali

1. Questo codice etico definisce e rende pubblicamente noti gli obblighi dell’arteterapeuta nell’esercizio della sua professione. Le regole del presente codice sono vincolanti per tutti gli iscritti APISAT nei rapporti reciproci e nei confronti dei terzi. L’arteterapeuta APISAT è tenuto a conoscerlo e l’ignoranza dello stesso non esime dalle relative responsabilità e sanzioni disciplinari.

2. Si definisce arte terapeuta, ai sensi dello statuto APISAT, un professionista specializzato nella relazione d’aiuto attuata e condotta attraverso l’impiego PREVALENTE di pratiche grafiche-plastiche-pittoriche e visive quali strumenti narrativi di conoscenza di sé e dei propri processi cognitivi, emotivi, relazionali e posturali, con l’obiettivo di promuovere il benessere della persona, del gruppo, della comunità e delle Istituzioni.

3. L’Arte Terapeuta svolge la sua attività, nel pubblico e nel privato, in ambito culturale, educativo, riabilitativo e sociosanitario, e possiede i seguenti requisiti:

• conoscenza dei fondamenti teorici e pratica costante delle metodologie arte terapeutiche;
• conoscenza e pratica costante di diverse tecniche espressive ed in particolare disegno, pittura, collage, fotografia, video etc.;
• conoscenza delle principali teorie dello sviluppo individuale con particolare riferimento all’origine, allo sviluppo e all’evoluzione della funzione creativa;
• formazione adeguata sia a sostenere una relazione con utenti in condizioni di disagio esistenziale sia a dialogare con altre figure professionali con le quali sia eventualmente svolto un lavoro di equipe socio-sanitaria;
• conoscenza di un adeguato insieme di metodiche arte terapeutiche al fine di elaborare progetti operativi in relazione al tipo d’utenza, allo spazio operativo disponibile, o nell’ambito di progetti integrati d’intervento che prevedano anche il contributo di altre figure professionali (insegnanti, educatori, psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, neurologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, infermieri professionali, psicopedagogisti etc.).

Per una più puntale definizione di compiti abilità e competenze del professionista si rimanda allo statuto dell’associazione e alle delibere degli organi statutari.

Il presente codice si applica anche alle attività di formazione, alla supervisione, alla ricerca, alle pubblicazioni ed a tutte le altre attività nelle quali la professione può modularsi.
Spetta al collegio dei probi viri la determinazione di sanzioni adeguate della violazione delle norme deontologiche.


Pratica di Intervento

L’arteterapeuta, così come definito nel presente codice, esercita autonomamente la sua professione solo dopo avere completato l’iter formativo teorico e pratico riconosciuto dall’APISAT e solo se è in regola con i criteri di formazione permanente previsti dall’associazione.

Nell’esercizio della sua professione l’arteterapeuta si attiene al livello di formazione e di esperienza raggiunto e richiesto in base agli obblighi qui definiti.

L’arte terapeuta non può usare il titolo di “arte terapeuta riconosciuto dell’APISAT” senza aver ricevuto l’appropriata certificazione dell’avvenuto riconoscimento da parte dell’associazione. L’uso inappropriato della sigla di “arte terapeuta APISAT” o di eventuali sue variazioni, che si presti a sviare il pubblico, risulta contrario all’etica e per ciò perseguibile.

La professione in ambito privato può esercitarsi solo con il consenso libero ed informato dei pazienti (cfr. allegato), documento sul quale, oltre a nominativo, indirizzo professionale, recapiti telefonici e mail, dovranno essere indicate le coordinate ed il numero della propria polizza RC.

L’arteterapeuta si impegna ad indicare in ogni rapporto o documento scritto con il paziente la seguente dicitura “Professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. n.22 del 26-1-2013)”. L’inadempimento rientra fra le pratiche commerciale scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice di consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

L’arteterapeuta è consapevole di non dover mai menzionare, nell’esercizio delle proprie funzioni, il proprio orientamento religioso, politico, ideologico etc..


Codice di Condotta

Articolo 1

Nell’ esercizio della professione l’arte terapeuta rispetta e tutela la dignità e il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione e all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base all’estrazione sociale, al sesso di appartenenza, all’ orientamento sessuale, all’etnia, alla religione, alla nazionalità, alla disabilità e allo stato socio-economico. In tutti i casi in cui il destinatario e il committente dell’intervento di sostegno non coincidano, l’arte terapeuta tutela prioritariamente il destinatario dell’intervento.

Articolo 2

L’arte terapeuta è tenuto a mantenere un livello adeguato di competenza professionale, curando l’aggiornamento e la formazione permanente così come stabilito dallo Statuto. Utilizza pertanto solo metodiche, tecniche e strumenti di arte terapia ai quali è adeguatamente addestrato, riconoscendo i limiti della propria competenza e non suscita aspettative infondate. Presenta in modo corretto e accurato la propria formazione, esperienze e competenza. Nelle dichiarazioni pubbliche evita di dar luogo a mistificazioni e travisamenti attraverso il sensazionalismo, l’esagerazione e la superficialità.

Articolo 3

L’arte terapeuta non accetta condizioni di lavoro che compromettano il rispetto delle norme del presente codice. Si adopera per il rispetto di tali norme qualunque sia la posizione gerarchica in ambito lavorativo o la natura del suo rapporto di lavoro.

Articolo 4

L’arte terapeuta salvaguarda la sua autonomia nella scelta dei metodi e delle tecniche nonché la loro utilizzazione, ed è perciò responsabile della loro applicazione e uso dei risultati e delle valutazioni e interpretazioni che ne ricava.

Articolo 5

Nel comunicare i risultati delle proprie valutazioni e delle proprie ricerche, si vieta all’arte terapeuta di presentare dati inventati, falsificati o distorti in tutto o in parte. L’arte terapeuta non esprime valutazioni e giudizi professionali che non siano fondati sulla conoscenza diretta ovvero su una documentazione adeguata e attendibile.

Articolo 6

L’arte terapeuta contrasta l’esercizio abusivo della professione come definita nel presente codice e non avalla con il proprio titolo attività ingannevoli. Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la propria autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze.

Articolo 7

Nella sua attività di ricerca l’arte terapeuta è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti in essa coinvolti al fine di ottenere il proprio consenso, e deve altresì garantire la loro piena libertà di concedere, di rifiutare, ovvero di ritirare il consenso stesso e di ottenere l’autorizzazione all’uso dei dati raccolti . Per quanto concerne i soggetti che, per età o per altri motivi, non sono più in grado di esprimere validamente il loro consenso, questo deve essere dato da chi ne ha la patria potestà, o la tutela, ma altresì dai soggetti stessi ove siano in grado di comprendere la natura della prestazione richiesta.

Articolo 8

L’arte terapeuta è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie fatti o informazioni appresi dal suo rapporto professionale. Si astiene dal rendere testimonianza sui fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale a meno che non sussista il valido e dimostrabile consenso dell’utente o di chi su di lui esercita autorità tutoria. Nel caso di obbligo di referto, l’arte terapeuta limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, al fine di non recare danno all’utente, valutando con prudenza le ipotesi nelle quali la propria doverosa riservatezza comporta grave pericolo per la vita e la salute psicofisica di terzi; nei casi di collaborazione con altri professionisti parimenti tenuti al segreto professionale, l’arte terapeuta può condividere soltanto le informazioni strettamente necessarie in rapporto al tipo di collaborazione. L’arte terapeuta redige relazioni scientifiche, ancorché indirizzate a un pubblico di professionisti tenuti al segreto professionale, in modo da salvaguardare l’anonimato dei pazienti.

Articolo 9

Nel caso di sedute di arte terapia di gruppo, l’arte terapeuta è tenuto ad invitare con fermezza i propri utenti ad attenersi al segreto relativamente alla composizione del gruppo e a quanto avviene nelle sedute stesse.

Articolo 10

La segretezza delle comunicazioni dell’utente deve essere protetta anche attraverso la custodia e il controllo di prodotti artistici, note, scritti o registrazioni di qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma che riguardi il rapporto professionale. L’arte terapeuta deve provvedere affinché, in caso di suo impedimento, tale protezione venga assicurata.

Articolo 11

L’arte terapeuta che presta la sua opera professionale in contesti di selezione, valutazione di colleghi, di altre figure professionali o di studenti, è tenuto a rispettare esclusivamente i criteri della specifica competenza, qualificazione o preparazione, non avvalla decisione contraria a tali principi.